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Biglietti ConcertiQuello sconosciuto di Burial. Kindred Ŕ il nuovo Ep

La recensione del nuovo lavoro di William Bevon.

Quello sconosciuto di Burial. Kindred Ŕ il nuovo Ep

Sfornare successi quasi fossero delizie che al primo assaggio donano un primato da classifica. Non è l’intento di William Bevon, in arte Burial, ma è quello che semplicemente gli riesce più semplice. Mica è da tutti, chiaro no? Poi spulci tra le pagine della rete e scopri che il primo vittorioso disco, è un omonimo risalente al 2006, non troppo lontano dal presente, scritto e orchestrato con mezzi nemmeno troppo costosi e irraggiungibili a chi già possiede un home studio. La teoria secondo cui le cose di gusto sono sempre le più apprezzate in queso caso è una certezza. Quando arriva Untrue, suo secondo album, nel 2007, il giovane produttore è già conosciuto come “quello sconosciuto musicista londinese senza faccia, quello che fa dubstep”, ma la firma, vita natural durante, è del conosciutissimo Kode9, lo Steve Goodman fondatore dell’etichetta Hyperdub, che, stringendogli la mano, pensa bene di produrre un piccolo genio delle macchine. Sembra difficile, ma diventa possibile pensare che l’ambient e le nuove sonorità d’oltremanica, le ha già fatte sue come un veterano d’altri tempi, lo sconosciuto. Archangel riceve il benvenuto tra le tracce più interessanti della nuova maniera di comporre groove scuri e pad avvolgenti, con sonorità che appartengono ad un genere già apprezzato e affermato (specie a Bristol!) come il dub. Lui, di rimando, si diverte a sincopare le tracce di batterie elettroniche, ad inserire voci da riverbero naturale, tipiche dei grandi spazi da cattedrale (e pensare che Burial, tradotto, vuol dire sepoltura!) e, in maniera del tutto originale, ad innestare campioni vocale d’ispirazione soul. In sordina, a seguire, arrivano le collaborazioni in cui i primi fans sperano ma che si sa, prima o poi arrivano perché, in verità, la classe non passa mai inosservata. Il primo originale duo è con Kieran Hebden, Four Tet per intenderci, con la straordinaria partecipazione di Tom Yorke, nel pluricliccato Ego/Mirror. Poi è il tempo dei Massive Attack per cui Burial realizza il remix, uscito in vinile e in edizione limitata, 4walls/Paradise Circus. Così a pochi mesi dall’uscito di Street Halo, Burial ha recentemente pubblicato un nuovo Ep, Kindred, dove tornano quelle voci, pitchate nel momento in cui si assottigliano, da far accapponare la pelle quando si immergono nelle atmosfere rarefatte degli ambienti per poi scendere a capofitto, scure, tra le anime luciferine. Gli hit hat sembrano lame da cucina, taglienti, cadenzate. Assolutamente burializzate. E’ notizia di qualche giorno fa che Kieran e William, quest’inverno, hanno continuato a lavorare insieme e ad Ego rispondono con Nova, nuova collaborazione su di un asse tutta londinese , dove ancora la dubstep e l’ambient tengono banco, come Burial sa fare, con una cassa in quattro mai invasiva, che non è per nulla familiare tra i Bevon, ma tanto alla famiglia Hebden. Meglio partire con un sette pieno in pagella, la vetta vorranno attribuirgliela ancora gli ascoltatori. Perché sarà immancabile.

Daniele Mazzotta

Pubblicato il 14 Marzo 2012 da Daniele Mazzotta

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