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Biglietti ConcertiJaco Pastorius: sessantatre anni fa nasceva uno dei più grandi bassisti di sempre

Piccola storia su un genio: Jaco Pastorius. Dopo di lui suonare il basso non è stata più la stessa cosa.

Jaco Pastorius: sessantatre anni fa nasceva uno dei più grandi bassisti di sempre

Un autodidatta che ha avuto un innegabile impatto sulla musica: ha reinventato il basso, dandogli una voce bella e potente”  queste sono le parole di Robert Trujillo, bassista dei Metallica, che ha lavorato per 4 anni sulla storia del prodigio.

John Francis Pastorius III conosciuto come "Jaco", è stato un bassista di musica fusion, jazz e funky, uno dei più grandi bassisti della musica contemporanea. Suonava generalmente un basso elettrico fretless (senza tasti). Nonostante la brevità della sua carriera, ha determinato una rivoluzione totale per quanto riguarda il suo strumento: con il suo stile particolare è riuscito a caratterizzare il basso come solista, e ridefinire il ruolo del basso elettrico nella musica.

Per numerosi bassisti è un importante punto di riferimento. Si avvicinò alla musica suonando la batteria verso la quale era molto portato. Il destino si mise di mezzo, gli procurò una frattura a un polso e, pur di non rimanere inattivo, il giovanissimo Jaco iniziò ad esercitarsi con quello che sarebbe poi diventato il suo strumento.

Il Mozart del basso elettrico fu lanciato nel firmamento musicale dal suo primo produttore Bobby Colomby (già batterista nei Blood, Sweat & Tears), il quale ne venne in contatto del tutto casualmente: una sera in un bar di New York Colomby stava cercando di rimorchiare una bionda, quando questa saltò su a dire d’essere sposata ad un certo Jaco Pastorius , “il miglior bassista del mondo”. Più per desiderio di farla contenta e di rivederla che per altro, Colomby acconsentì a fare per il giorno dopo un’audizione a questo sconosciuto musicista.

Jaco gli si presentò scalzo, in braghe e canottiera, con un pallone da basket sotto il braccio ed il basso (quello: Fender Jazz, coi tasti rimossi e rivestito di spessa vernice protettiva per imbarcazioni) appeso alle spalle con una cordicella. Il produttore trattenne a stento un sorriso di scherno mentre gli mostrava l’amplificatore a cui collegarsi, esortandolo a fargli vedere quanto fosse bravo.

Un minuto dopo era con gli occhi fuori dalle orbite, lo sconosciuto e trasandato giovanotto gli stava squassando cuore, cervello e convinzioni musicali con la più terrificante sequela di note, suoni e grooves mai sentita prima, e mai ipotizzabile su di un basso elettrico che si potesse immaginare. Colomby si fece subito in quattro per convincere i dirigenti della Epic ad ingaggiare Jaco e investire sulla sua musica.

Tecnica e talento uniti a una personalità decisamente sopra le righe: queste tre caratteristiche resero Pastorius la leggenda che conosciamo, che celebriamo nella data in cui avrebbe compiuto sessantatre anni e che ha influenzato centinaia di musicisti. Leggenda nata con l’approdo ai Weather Report , la band jazz-fusion in cui Jaco iniziò a militare nel 1976. Ci arrivò consegnando un nastro con la sua versione di “Donna Lee” di Charlie Parker al leader Joe Zawinul l’anno precedente e rischiando seriamente di non far parte del gruppo. Ansioso di ricevere una risposta, aveva anticipato l’ascolto della cassetta con una telefonata a Zawinul, rimasta nella storia, in cui si definiva “il più grande bassista del mondo”.

Il loro rapporto fu importantissimo e determinante per la carriera e la vita di entrambi. Zawinul ricoprì a lungo il ruolo di maestro e padre putativo di Jaco: quando il disturbo bipolare di Pastorius  divenne più grave (peggiorato dagli abusi di alcol e droga), si creò una rottura insanabile tra i due. Nel frattempo, paradossalmente, la carriera solista del “più grande bassista del mondo” raggiungeva vette eccelse.

La storia di Jaco Pastorius finì in tragedia il 21 settembre del 1987, a soli trentacinque anni. Durante una delle sue nottate a base di stupefacenti, venne prima cacciato da un concerto di Carlos Santana e poi dal Midnight Bottle Club, un locale poco raccomandabile di Fort Lauderdale. Un buttafuori decise di punire le sue escandescenze in maniera decisamente eccessiva: i traumi riportati a causa delle percosse subite lo uccisero in ospedale poche ore dopo essere entrato in coma.

Un genio smisurato eppure fragile; davvero incredibile che cosa sia riuscito a fare col suo Fender: Pastorius ha elevato il basso ad un'importanza concettuale e strumentale enorme, che certo prima non aveva.

Pubblicato il 01 Dicembre 2014 da Valeria Citro

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