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Biglietti ConcertiBeatles, la passeggiata ad Abbey Road compie 46 anni

Dietro le quinte della celebre copertina...

Beatles, la passeggiata ad Abbey Road compie 46 anni

Il capitolo che chiude l'era del sogno e apre quella del mito. Abbey Road è un lavoro molto ben confezionato, splendidamente registrato, con un perfetto mix di suoni acustici ed elettrici, contributi orchestrali sapientemente misurati, alcune canzoni indimenticabili e tutte, come minimo, assai piacevoli. Rispetto a Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band e Revolver è oggettivamente superiore in termini di maturità, nonostante in quel periodo mancasse la coesione e l’alchimia del gruppo.

Ma facciamo un passo indietro…

Era il 1969. Paul, George, John e Ringo erano ai ferri corti da gennaio. Erano stanchi, forse travolti dal loro stesso successo. I Beatles sono più che prossimi allo scioglimento: John Lennon è ormai una mina vagante, George Harrison sta producendo dei dischi sperimentali e Ringo Starr è impegnato nella sua nuova passione, il cinema; l'unico a dimostrare ancora un po' di spirito di coesione e iniziativa è Paul McCartney, che spinge gli altri a riunirsi ancora una volta in sala d'incisione. Le premesse non sono buone, ma il risultato sarà tutt’altro. In estate si ritrovarono negli studi di Abbey Road della EMI per lavorare a quello che, secondo molti, sarebbe stato il loro ultimo album. Lo pensava anche il loro produttore, George Martin. Quando terminarono le registrazioni, il livello di demotivazione era tale che mancava persino il nome dell'album. «Chiamiamolo Everest» disse qualcuno. Ma nessuno impazziva all'idea di fare un viaggio in Tibet per scattare la foto della copertina del disco. Così, John Lennon, ironicamente, si fece sentire:«Invece di andare fin lassù, perché non chiamiamo l'album Abbey Road e non scattiamo la foto lì?». A soli due passi dallo studio? L'idea piacque a tutti. La mattina dell'8 agosto 1969 i Fab Four  si riunirono insieme al fotografo scozzese Ian Macmillan proprio nei pressi degli EMI Studios per una rapida sessione fotografica da cui avrebbero tratto la copertina del loro undicesimo disco in studio.

La copertina. Quella di Abbey Road è una copertina delle più celebri e citate della storia della musica pop. È l'unica copertina di un disco dei Beatles dove non compaiono né il titolo, né il nome del gruppo. Vi compaiono i Beatles intenti ad attraversare un passaggio pedonale di Abbey Road, la via di Londra dove si affacciano gli Abbey Road Studios, nei quali i Beatles incisero per l'intera carriera. 

Alcuni elementi presenti nella copertina alimentarono la leggenda della morte di Paul McCartney:

  • Paul, infatti, è l’unico rappresentato scalzo (in Inghilterra una tradizione prevede che i morti vengano sepolti senza scarpe) e fuori passo;
  • In testa alla fila c’è John Lennon, al quale è stato attribuito il ruolo del gran sacerdote, ministro del culto, a seguire Ringo Starr, completamente vestito di nero, come un impresario delle onoranze funebri e in ultimo George Harrison, vestito interamente di jeans, come un becchino;
  • La targa “LMW 281F” del maggiolino parcheggiato sulla sinistra secondo alcuni avrebbe potuto essere un segnale dell’età che Paul avrebbe avuto all’epoca dell’uscita del disco, ma, dato che all’epoca della celebre fotografia Paul aveva 27 anni, la teoria decadde e ne giunse un’altra che vedeva nelle iniziali LMW  un “Linda McCartney Weeps” (Linda McCartney piange);
  • Il fatto che Paul, mancino, tenga una sigaretta nella destra;
  • La presenza del grosso furgone nero parcheggiato, che ricorda un “Black Maria”, di quelli utilizzati dalla polizia mortuaria negli incidenti stradali

Il disco ispirò la fantasia di centinaia di altri musicisti e artisti vari, e di milioni di persone comuni e turisti che utilizzarono Abbey Road come sfondo di un incalcolabile numero di fotografie in cui imitano la passeggiata dei Beatles.

E pensare che la foto era nata per caso.

Pubblicato il 26 Settembre 2015 da Valeria Citro

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