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Biglietti Concerti24 anni senza La Regina

Un mito indimenticabile che rivive ad ogni ascolto.

24 anni senza La Regina

Era l'8 ottobre 1988 quando Freddie saliva per l'ultima volta su un palco, in quell' occasione accompagnato da Montserrat Caballé. Due giorni più tardi, infatti, sarebbe uscito Barcelona, l'opera a metà strada tra rock e lirica a cui il cantante e il soprano spagnolo stavano lavorando dai primi mesi del 1987. Quella sera i due, al Festival La Nit di Barcellona, presentarono tre brani contenuti nel disco: How Can I Go on?, The Golden Boy e Barcelona.

La malattia di Freddie. La Caballé non era al corrente di ciò che l'artista di Zanzibar aveva invece appreso nella primavera dell' 87. Freddie era stato informato che il virus dell' HIV adesso era diventato AIDS conclamato e che poco era il tempo che gli restava da vivere. Fu con questi presupposti che continuò le registrazioni del disco, senza che Montserrat sapesse nulla. Lo avrebbe appreso qualche anno più tardi dal diretto interessato, quando ormai la malattia dirottava la sua vita verso la fine. E' per questo che Freddie decise di dedicarsi animo e corpo, ancor più rispetto a come aveva fatto finora, a questo suo ultimo periodo. Nel frattempo, insieme ai Queen, stava lavorando alle registrazioni del tredicesimo album da studio, The Miracle, uscito nel maggio dell' 89. Era questo l'unico modo che aveva per non rimanere da solo e pensare al “quando”, al “come”, al “dove” sarebbe accaduto. 

Poche ore prima della morte. Due giorni prima della sua morte, Freddie invitò Jim Beach, manager dei Queen, a raggiungerlo, chiedendogli di preparare un comunicato stampa con il qualche avrebbe voluto informare il mondo intero della sua malattia, mantenuta segreta fin ad allora. Morì alle 18.48 del 24 novembre 1991, nemmeno 24 ore dopo l'annuncio, nella sua casa di Earls Court, in seguito ad una broncopolmonite. Questo l'annuncio di Freddie Mercury:

 ...Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell'HIV e di aver contratto l'AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia..."

Gli ultimi istanti di Freddie. Durante le sue ultime ore, Freddie non rimase solo. Al suo capezzale, infatti, oltre all' amante Jim Hutton, allo chef personale Joe Fanelli, e al suo assistente Peter Freestone, erano accorse le persone più care a lui, coloro che, per una ragione o per un'altra, avevano conosciuto l'uomo Mercury, poi l'artista. Prima fra tutte Mary Austin, a lei Freddie aveva dedicato Love Of My Life, la donna che a detta della mamma di Freddie fu l’unico suo vero amore, un' allora diciannovenne che, nei primi anni '70, era responsabile delle pubbliche relazioni per la Biba Boutique. Anche il musicista, cantautore e amico fraterno Dave Clark non fece mancare la sua presenza, tra i primi e pochi intimi a conoscere quella verità che i componenti della sua band apprenderanno solo un anno e mezzo prima della sua scomparsa. Erano circa le 19 del 24 novembre del '91 quando Freddie spirò. Il medico che quotidianamente passava a visitarlo,era andato via da pochissimo. Fu richiamato quando era già per strada, perchè risalisse a constatare ciò che Freestone temeva dopo avergli messo la mano sul petto. A Dave il duro compito di avvisare i parenti di Freddie, un attimo dopo la sua morte. 

I funerali di Freddie si tennero al Kensal Green Cemetery di Londra, dove fu poi creamato e affidato alle mani di Mary Austin, a cui fu data la responsabilità di non rivelare mai dove le avrebbe conservate. 

Il mistero della tomba.  Per anni si sono rincorse le ipotesi su dove fossero state disperse le sue ceneri. ma nessuno sapeva dire con certezza dove. Diverse teorie sono state avanzate, ma poco importa. Come ogni mito che si rispetti un velo di mistero continuerà ad avvolgere anche l’idolo dei Queen. Per i suoi fan, la leggenda di Freddie Mercury continuerà comunque a vivere in eterno.

La voce più graffiante ed eterna del rock, il musicista più poliedrico, il compositore più eclettico, che riusciva a spaziare dal glam rock all’heavy metal, dal pop rock alla musica classica. Un artista insomma a 360°, che non ha mai avuto paura di mostrare al mondo la sua ambiguità, per Freddie un punto di forza e per Farrokh una debolezza.

Illustrazione a cura di Lorenzo Imperato

Pubblicato il 24 Novembre 2015 da Daniele Mazzotta

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